Smart hotel e smart guest

Si parla sempre più spesso di smart hotel e smart technology intendendo un’esperienza in cui l’ospite possa gestire autonomamente il proprio soggiorno dalla procedura di check in, alla regolazione dell’illuminazione, dell’aria condizionata dell’apertura porte fino al check out. Se proviamo a pensare a smart hotel come facilitazione del soggiorno tramite l’ausilio della tecnologia ( forse più corretto parlare di smart technology ), allora possiamo elencare un buon numero di esempi apparentemente virtuosi. Sono generalmente hotel dalle 4 stelle in sù che si sono dotati di app e intelligenze artificiali con il duplice compito di rendere l’ospite autonomo dal check in al check out e di risparmiare qualcosa sulle risorse umane.

Oggi prendiamo l’esempio del KVihotel di Budapest per comprendere il cambiamento di esperienza che sta percependo l’ospite in albergo.

KViHotel Budapest 

 

Ne abbiamo già parlato in passato del KViHotel di Budapest commentando i trend futuri negli hotel. Dopo un periodo di esame però sarebbe il caso di valutare se l’impatto tecnologico ha prodotto i risultati. Per capire questo mi sono avvalso delle recensioni “recenti” su Booking.com partendo dalla nazionalità italiana. Il giudizio complessivo è 8,6 ma le recensioni per molti aspetti sono sorprendenti:

KViHotel Budapest recensioni

Potreste obiettarmi il fatto che siano state prese solo recensioni parzialmente negative, ma le recensioni positive elogiano la gestione alberghiera, la gentilezza, la location e non la tecnologia. Su TripAdvisor ci sono solo due testimonianze italiane. Gli stranieri sono sostanzialmente entusiasti dell’esperienza nello smart hotel anche se qualche problema tecnico determina alcuni ribassi delle valutazioni.

Considerazioni e domande:

Ad una struttura ricettiva perfettamente funzionante conviene modernizzarsi lasciando l’ospite in balia della tecnologia? Se la tua reputazione era ottima prima di adottare la technologia KVi perchè rischiare la debacle? Probabilmente la USP come primo vero smart hotel del mondo può generare curiosità ed essere un motore trainante nel marketing di questo coraggioso hotel di Budapest:

KVihotel Budapest

La direzione può cominciare a calcolare una sorta di ROI della reputazione per comprendere la percezione anche di alcuni target con provenienza geografica differente. Noi abbiamo fatto un piccolo test per la clientela italiana ( quella che ci regala più soddisfazioni ) che dimostra l’eterna necessità dell’apporto umano e anche la scarsa predisposizione all’utilizzo della tecnologia. Aggiungerei una scarsa capacità di scegliere il giusto hotel in base alle proprie esigenze ma dopo risulterei polemico.

Nel prossimo articolo andremo ad analizzare il caso di Henn na Hotel a Tokyo.

Ricordatevi che a #BTO11 si parlerà molto di Smart Tourism e Smart Hotel

Ha maturato una lunga e stimolante esperienza nel management alberghiero in varie località della costa Apuo-Versiliese con una gestione moderna e dinamica, cavalcando i cambiamenti del sistema turistico. Appassionato di Revenue Management e Brand Reputation, ha partecipato a progetti europei di Destination Marketing. Autore di vari articoli sulla questione “TripAdvisor” è co-autore del libro “Turismo e Reput’azione” e "Web Marketing delle Recensioni".

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