Reception e design

Pare che l’ospite elabori la prima vera valutazione al momento del check in alla reception. E se giudicasse anche il design?

Da dove si deve iniziare a ristrutturare un hotel se non si mette in programma di ristrutturarlo completamente? Certo un è una domanda a cui si può rispondere facilmente, anche perchè ogni hotel ha la sua storia ed i suoi punti critici.

Reception e design

In effetti l’aspetto e l’accoglienza della reception sono elementi molto importanti per l’immagine che un hotel vuole dare di se stesso e, come per tutti gli altri ambienti, deve anche essere molto funzionale per poter gestire i percorsi, le funzioni ed i punti di sosta in cui gli ospiti si trovano; il ragionamento sulla funzionalità diventa più importante tante più sono le funzioni che fanno capo a questo spazio per distribuire ai servizi offerti e quindi l’intersezione e l’interazione è forse l’unico vero elemento che deve essere ben studiato, dopodichè si tratta di dare un vestito allo schema affinchè abbia il suo appeal.
Quei 5 o 10 minuti di sosta alla reception talvolta in silenzio a scrutare piccoli dettagli sono molto significativi; il rapporto quindi tra l’area d’ingresso ed il desk devono essere immediatamente in relazione, il desk è il primo focus sul quale lavorare per rendere la funzione immediatamente riconoscibile, senza bisogno di indicazioni o didascalie.

Il design della reception

Il rapporto spaziale poi tra il desk e la zona degli ascensori è altrettanto importante e non può che essere relazione di estrema vicinanza ma non di subordinazione, visto che l’accesso ai piani è anche snodo di degli altri percorsi e diventa il secondo focus per il cliente una volta che si è registrato. Non è certo semplice in quanto l’area dell’ascensore e delle scale diventa anche un elemento soggetto ad una specifica normativa antincendio che non può essere ignorata.
L’uscita dall’ascensore deve immediatamente rendere visibile il sistema dei percorsi che portano al bar, al ristorante, alla spa, alle sale conferenze e ad altri servizi che l’albergo offre, senza dimenticare che deve essere in stretto rapporto con l’area di attesa della reception o la vera e propria lobby che diventa uno spazio di interazione anche con l’esterno, senza dimenticare che il desk reception per il check-out deve mantenere anche lui questo rapporto per facilitare l’uscita dell’ospite al termine del suo soggiorno.
Sembrerebbe che la hall sia quindi una fitta ragnatela di percorsi che possono andare in tutte le direzioni per poter collegare le varie funzioni nel più breve tempo possibile, ma così non deve essere. I percorsi devono rimanere preferibilmente lineari ed incorciarsi perpendicolarmente ed essere organizzati con gli elementi di arredo affinchè possano essere facilmente individuabili. Non importa se si deve fare qualche metro in più; l’importante è potersi muovere apparentemente in maniera libera, favorendo l’incontro organizzato e non caotico nei punti di maggiore percorrenza come l’asse ingresso-elevatori.

Design reception

I percorsi, le direzionalità, i punti di sosta devono correttamente essere studiati utilizzando principalmente i focus degli arredi che rendono immediatamente leggibili le funzioni, ma anche attraverso le aree illuminate in maniera diffusa o puntuale ed attraverso movimenti dei soffitti che anch’essi individuano aree di concentrazione dello spazio. L’illuminazione diffusa o i grandi lampadari diventano simbolo di spazio calmo, mentre il susseguirsi di faretti o di gole illuminate lineari lasciano facilmente capire quali siano gli spazi e le direttrici di movimento.

Hall e reception

Se questi pochi e sintetici concetti riescono ad essere ben miscelati si otterrà sicuamente uno spazio che facilmente impressionerà l’ospite e lo metterà a suo agio e quindi anche il rapporto di questo spazio con la vista che se ne percepisce dall’esterno diventa importante; solo favorendo la permeabilità e la continuità interno esterno si otterrà il migliore risultato.
Una volta ristrutturato questo spazio è chiaro che si alza il livello di aspettativa anche sugli altri spazi in cui in realtà il cliente soggiorna di più nel tempo che spende in albergo e non può essere ritenuto lo specchietto per le allodole per poi proporre altri spazi non adeguati o datati.
Quello che io consiglio è sempre partire da un budget che si ha a disposizione e lavorare affinchè con quello si riesca a fare un intervento completo, magari più semplice ma efficace ad ottenere un risultato senza critiche; la sfida degli hotel contemporanei, in questo particolare momento, è proprio questa e per riuscire è necessario affidarsi ai professionisti dell’ospitalità e non ai luminari della domenica.

Daniele Menichini, architetto e designer, nasce ad Engelberg in Svizzera nel 1968. Nel 1995 si laurea presso la Facoltà di Architettura di Firenze e nel 1996 fonda lo “Studio di Architettura Daniele Menichini”, che si occupa di progettazione, interni, allestimenti, design, comunicazione visiva ed art direction di aziende nel settore dell’arredamento home e contract. All’accurata ricerca teorica affianca un attento lavoro pratico nel campo dell’architettura degli interni dedicandosi allo studio delle problematiche dell’abitare, del vivere contemporaneo, dell’ospitalità, della ricettività, della vendita in showroom, della ristorazione, del divertimento e del benessere.

Lascia un commento

 
booking engine hotel

channel-manager

Altri post del nostro blog

vedi tutti