Le 7 C di Booking.com

Booking.com ha stabilito una sorta di Netiquette, identificando delle “buona prassi” e delle regole per avere un’alta vendibilità e per ottenere un ranking in una classifica geo circoscritta.

Proviamo a capire come Booking.com stabilisce i parametri per valutare il comportamento di un hotel.

Booking.com indentifica 7 elementi fondamentali che giudica con 4 colori differenti in base alle performance.:

1) Costante disponibilità. Se gli allotment sono una vera e propria spina nel fianco per molti albergatori, è anche vero che una maggiore disponibilità camere viene premiata da Booking.com. E’ anche per questa ragione che ogni tanto possiamo assistere alla presenza di hotel con tariffe rack e una sospetta assenza si disponibilità.

2) Conversione. Il tasso di conversione è un elemento ambiguo per la gestione delle performance. Avere un indice basso potrebbe anche significare un ottimo flusso di prenotazioni dirette a scapito delle prenotazioni intermediate. Generalmente se il tasso di conversione è superiore al 2,5 è già soddisfacente per Booking.com. E’ importante monitorare i risultati per capire se il prezzo applicato per quel determinato periodo possa essere corretto oppure no.

3) Cancellazioni. Questa è la questione un pò più difficile da comprendere. Un alto numero di cancellazioni penalizza l’hotel. Le cause non sono dovute principalmente ad una gestione cattiva delle politiche tariffarie dell’hotel ma possono essere molteplici e assolutamente indipendenti dalle responsabilità del management alberghiero. Allora perchè devono incidere su un ranking e danneggiare l’albergo? Molto probabilmente chi attua strategicamente una buona quantità di prenotazioni prepagate e non rimborsabili, riesce ad avere un buon punteggio. Ma paradossalmente la corretta gestione delle preautorizzazioni potrebbe danneggiare l’albergo a seguito del rilevamento di carte di credito non coperte. Chi gestisce male le strategie tariffarie ha fisiologicamente una buona quantità di cancellazioni sotto data.

4) Correttezza pagamenti. La parte contabile è stata inserita in modo forzato tra le altre C ma probabilmente ha un senso perchè viene valutata la salute aziendale in generale. Bisogna stare quindi attenti intorno al dieci del mese a pagare tempestivamente la fattura o a disporre nella forma RID il pagamento.

5) Commissione. Questo è un altro punto delicato che deve essere approfondito. Ci sono realtà che hanno grandi difficoltà ad emergere in località affollate di posti letto. Ovviamente mi riferisco alle grandi città, in cui le strutture alberghiere necessitano spesso di pagare un overcommission  per alzare il ranking e comparire prima di hotel concorrenti. L’overcommission talvolta arriva fino al 50% rendendo l’operazione di visibilità poco proficua. Consiglio alle piccole strutture di tenersi il 15% o 18% senza cedere ai compromessi sulla visibilità.

6) Competitività tariffe. E’ direttamente collegato al tasso di conversione e prende in esame il prezzo di vendita in relazione ad un competitive set geo circoscritto.

7) Contenuti. Anche questo è un aspetto su cui Booking.com  sta molto attento. La quantità e la qualità delle foto sono fattori determinati per la percezione del cliente e la seguente scelta dell’hotel. Spesso molte strutture evitano di inserire foto dei bagni e di altri luoghi dell’hotel senza sapere che facendo ciò diminuiscono la probabilità di acquisto da parte del cliente.

Ecco un esempio di ranking:

Ranking Booking.com 

Ha maturato una lunga e stimolante esperienza nel management alberghiero in varie località della costa Apuo-Versiliese con una gestione moderna e dinamica, cavalcando i cambiamenti del sistema turistico. Appassionato di Revenue Management e Brand Reputation, ha partecipato a progetti europei di Destination Marketing. Autore di vari articoli sulla questione “TripAdvisor” è co-autore del libro “Turismo e Reput’azione”.

Lascia un commento

    • Nicola Zoppi
    • 31 marzo 2013
    Rispondi

    Ciao Elena!
    Fallo! Comunica i vantaggi ed evidenzialo sul tuo sito. Purtroppo il fenomeno del billboard effect è di un doppi viaggio: Da Booking.com al sito dell’hotel e dopo pochi secondi ritorno su Booking.com per chiudere la prenotazione. Che sia un problema di comunicazione da parte dell’albergo? Che ci sia una mancanza di strategia per ottenere prenotazioni dirette? Forse si.

  1. Rispondi

    Ciao Nicola,
    il soggetto booking.com è di grande interesse per gli hoteliers al giorno d’oggi. Purtroppo questa piattaforma di prenotazione on line rappresenta una grande perdita per le strutture ricettive e soprattutto per i piccoli hotels, che non riescono a stringere facilmente contratti corporate perché non possono offrire una gran disponibilità di camere e sono costretti a rivolgersi a booking, che rappresenta un ottimo canale per farsi conoscere e per vendere di più, nel primo periodo di vita degli hotel. Apprezzo il tuo “Consiglio alle piccole strutture di tenersi il 15% o 18% senza cedere ai compromessi sulla visibilità”, pero con un semplice 15 o 18 % di commissione non si riesce a posizionarsi tra i primi risultati, seppure tutte le alte C abbiano un ottimo punteggio (parlo per esperienza lavorativa personale). Cio significa una grande perdita per l’hotel, ancor maggiore di quella che si ottiene aumentando la commissione per tornare in prima pagina. Cosa consiglieresti quindi a un boutique hotel per poter vincere il gigante booking.com? Io mi stupisco ogni giorno della scarsa informazione e delle false credenze dei clienti, che sono sempre convinti che su booking ci siano sconti o tariffe più basse, e che prenotare lissù sia più sicuro. Mi piacerebbe poter comunicare ai viaggiatori quanto sia meglio contattare l’hotel in diretta, per ricevere un servizio personalizzato e una prenotazione su misura, packages e offerte che non possono essere prenotate via booking.

 
booking engine hotel

channel-manager

Altri post del nostro blog

vedi tutti