Il test a/b di Booking.com fa infuriare gli albergatori

La vicenda odierna ha dell’incredibile: Booking.com ha effettuato dei test a/b sulla vendibilità scegliendo di propria iniziativa la tipologia tariffaria da adottare tra quelle proposte dall’hotel.

Andiamo per ordine:

Circa un mese fa ho raccolto la lamentela di un albergatore che contestava l’applicazione di una tipologia tariffaria un po’ bizzarra da parte di Booking.com.

Vi riporto lo screenshot della parte inferiore della prenotazione effettuata per la stessa giornata:

Caos Booking

La prenotazione è di tipologia “prepagata non rimborsabile” e al contempo “senza garanzia” con pagamento al check out.

Come è possibile vendere una prepagata senza carta di credito?

Sarà sicuramente un lapsus, dato che l’hotel dispone nell’inventario anche delle camere con pagamento in hotel senza carta di credito.

E’ stato chiesto a Booking.com che ha risposto così:

Booking.com e vendita camere

La risposta pare poco convincente.

 

Nella giornata di ieri ho raccolto alcune lamentele su Facebook di albergatori che contestavano alcune manovre strategiche da parte di Booking.com.

Nello specifico è accaduto a più di un hotel che senza nessun consulto con l’albergatore, Booking.com decidesse di far vedere “oggi per oggi” solo la tariffa non rimborsabile (quella col 10% di sconto) associandola alle condizioni di cancellazione gratuita senza carta di credito.

L’albergo in questione è in parity con tariffa standard rimborsabile a 69,00. Vende comunque anche la non rimborsabile a 62,00 euro “oggi per oggi”.

Se io faccio una ricerca disponibilità per camera doppia per la giornata di oggi, ecco cosa mi appare:

Booking.com non rimborsabile

Booking.com senza carta di credito

 

Quindi:

  • Viene venduta solamente la tariffa più bassa con perdita di fatturato.
  • Viene venduta la camera senza garanzie con una dicitura inquietante: se vuoi puoi cancellare più tardi, quindi assicurati questo ottimo prezzo oggi stesso.
  • L’hotel non è avvisato ed è quindi fuori parity sul proprio sito.
  • Al cliente vengono offerte le migliori condizioni di acquisto circa il prezzo e la policy.
  • All’hotel vengono lasciate le peggiori condizioni per generare un utile.

L’imbarazzante giustificazione alle prime rimostranze telefoniche è stata: “Stiamo facendo dei test a/b….” e poi “tanto comunque era sotto policy e non poteva essere rimborsata….”.

Ammiro da sempre le tecniche di vendita di Booking.com e l’incredibile varietà di strategie di persuasione, ma non si può giocare coi soldi dell’albergatore.

Cara Booking.com

ricordati che l’hotel non deve solo vendere, ma pure guadagnare…..

 

 

 

 

Ha maturato una lunga e stimolante esperienza nel management alberghiero in varie località della costa Apuo-Versiliese con una gestione moderna e dinamica, cavalcando i cambiamenti del sistema turistico. Appassionato di Revenue Management e Brand Reputation, ha partecipato a progetti europei di Destination Marketing. Autore di vari articoli sulla questione “TripAdvisor” è co-autore del libro “Turismo e Reput’azione”.

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