Aggiornamenti sulla Parity Rate

Gli aggiornamenti sulla Parity Rate da parte dell’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in Italia lasciano spazio a nuovi scenari con tanti punti interrogativi.

Le sentenze significative sono due:

  1. Gli alberghi potranno stabilire liberamente il numero e la tipologia di camere da porre in vendita sui diversi portali e sul proprio sito internet, senza alcun obbligo di riconoscere condizioni preferenziali ai grandi portali.
  2. Gli alberghi potranno pubblicare prezzi diversi su portali diversi, ma dovranno offrire su Booking.com il medesimo prezzo pubblicato sul sito della struttura ricettiva. Gli alberghi potranno offrire sconti solo a chi li contatta sui canali offline, ad esempio via mail o per telefono o ancora recandosi di persona al desk. Questo provvedimento ha durata 5 anni e permetterà di monitorare il comportamento dei consumatori.

Parity rate

L’Italia segue le direttive già in vigore in Francia, Svezia e Germania e Booking.com non si fa attendere per una comunicazione ufficiale agli hotel:

Ultimamente abbiamo collaborato con l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in Italia, e con le autorità equivalenti in Francia e in Svezia, al fine di stabilire in che modo adattare i nostri accordi di parità tariffaria con le strutture partner così da agevolare il consumatore e allo stesso tempo proteggere i modelli commerciali di Booking.com e dei nostri partner.

Sono lieta di annunciare che siamo oggi giunti a un mutuo accordo, e le autorità di cui sopra hanno appena accettato gli obblighi da noi assunti. Tali impegni sono stati approvati dalla Commissione Europea dopo aver consultato tutte le altre autorità nazionali che regolano la concorrenza in Europa, e si applicano ai soggiorni prenotati da utenti di ogni parte del mondo per le strutture ricettive situate in Francia, Italia e Svezia. Tuttavia, è nostra intenzione futura estenderne la validità anche per le strutture nel resto d’Europa.

Ecco le relative conclusioni:
1.       Gli impegni consentiranno ai nostri partner di offrire diverse tariffe, disponibilità e condizioni di prenotazione tramite altre OTA, e richiederanno la parità in termini di tariffe e condizioni solo tra quanto disponibile su Booking.com e sul sito web della struttura stessa.
2.       Gli impegni annulleranno i requisiti di parità dei nostri partner rispetto ai canali di vendita offline e opachi (purché tali tariffe non siano state pubblicate o commercializzate anche online).

3.       Gli impegni rimuoveranno la restrizione che impediva ai nostri partner di contattare direttamente un cliente che aveva precedentemente soggiornato da loro prenotando tramite Booking.com. 

Booking.com ci darà il consenso di accedere alla banca dati dei clienti che hanno soggiornato negli hotel tramite loro (prima non lo avevamo), ma molto probabilmente ci proibirà di avere contatti diretti dal momento della prenotazione fino al check in?

Questo nuovo modello incentiverà tutte le società online del settore dei viaggi, compresa Booking.com, a mantenere basse le commissioni al fine di ottenere le migliori tariffe possibili dalle strutture loro partner. Ma, soprattutto, promuoverà lo sviluppo di un mercato competitivo che assicurerà prezzi più bassi ai consumatori.

Assicurare prezzi più bassi ai consumatori significherà assicurare minor marginalità agli hotel o minori percentuali di commissioni?

Sono convinta che questo schema sarà di beneficio a tutte le parti coinvolte: i nostri partner disporranno di maggiore flessibilità nel differenziare le loro tariffe, disponibilità e condizioni di prenotazione attraverso diversi canali e, contemporaneamente, verrà mantenuta intatta la nostra capacità di fornirvi un ottimo servizio aiutando voi a far crescere la vostra attività, e incentivando allo stesso tempo il turismo in Europa.
Booking.com è un’azienda con uno spiccato senso dell’innovazione. Ci impegniamo a offrire un prodotto valido a livello internazionale, apprezzato dai consumatori, e a essere uno dei canali di vendita più efficienti per i nostri partner su scala mondiale. Gli obblighi assunti da Booking.com nei confronti delle Autorità dei 3 paesi sopra menzionati hanno lo scopo di assicurarvi la libertà di scegliere la piattaforma su cui offrire le vostre migliori tariffe, disponibilità e condizioni di prenotazione; noi, d’altro canto, ci impegneremo al massimo al fine di essere il canale attraverso cui deciderete di proporre le vostre migliori offerte ai consumatori.
Booking.com è tenuta a rendere effettivi questi cambiamenti entro il 1° luglio 2015; questo richiederà diverse modifiche ai nostri contratti (incluse le Clausole Generali) e alle nostre procedure interne, e presto riceverete informazioni più dettagliate in merito.
Nel frattempo, vi invitiamo a contattare il vostro referente commerciale per qualsiasi dubbio o domanda.

Stiamo affrontando la questione europea e quindi mi sorge una domanda doverosa:

Perché le OTA e i metamotori hanno in Europa una media del 70% delle prenotazioni mentre negli Stati Uniti rimangono tra un 35% al ​​50%?

L’intermediato del vecchio continente da qualche anno nettamente superiore a quello degli Stati Uniti da cui nasce il culto della prenotazione on line. Qualcuno riesce a darmi una spiegazione a questo fatto?

Il crollo della Parity Rate cosa cambierà per gli hotel?

Secondo Guilain Denisselle, esperto di Parity Rate e autore di diversi articoli su Tendance Hotellerie, l’abbattimento della parità tariffaria porterebbe alla chiusura di molti hotel per selezione naturale. In Francia si perderebbero dai 3.000 ai 4.000 alberghi su 18.000 totali.

Diminuiranno gli esosi investimenti in AdWords da parte delle OTA?

Sappiamo tutti quanti che i costi sempre maggiori di pay per click cominciano ad essere pesanti anche per i colossi del booking. Pensate che Expedia compra il 5% del totale degli AdWords di Google. L’anno scorso, Expedia Inc. sola ha speso 2,4 miliardi dollari in marketing con un messaggio ricorrente negli annunci: “migliore prezzo garantito”. E adesso?

Booking.com avrà come competitor i propri partner che abbasseranno la tariffa di vendita?

Pensate a tutti i siti partner che comprano da Booking.com e potranno ridurre i propri margini di commissione vendendo a tariffe inferiori. Che riflessi avrà sulla stesa Booking.com questa guerra coi partner?

Gli utenti Genius continueranno a crescere sfavorendo definitivamente le prenotazioni dirette con l’hotel?

Attualmente le prenotazioni da utenti Genius con tariffe opache toccano per alcuni hotel aderenti  l’80% delle prenotazioni totali da Booking.com disallineando  la parità tariffaria con l’hotel.

Ci sono altri tipi di accordi che potrebbero annullare le clausole sulla Parity Rate?

La clausola di Parity Rate potrebbe dar spazio ad altri accordi con catene alberghiere come il Most Favored Nation ( MFN ) cioè un accordo di distribuzione che è separato dalle condizioni imposte dall’ Autorità Garante della concorrenza e del  mercato.

TripConnect trarrà vantaggio dalla questione Parity Rate?

Sicuramente i comparatori in generale tenderanno ad avere maggiore visibilità e maggiori opportunità di business di quante già non ne possiedono.

Il Cash Back finora sottovalutato da tutti potrebbe essere una forma di fidelity marketing che avrà sempre più spazio?

Da tempo segnalo che il Cash Back in fase di prenotazione (e quindi non toccando la questione di Tingo) è una strategia per ovviare alla parità tariffaria:

Cash Back

Gli alberghi dovranno tornare alla vendita di pacchetti per rendere la tariffa opaca?

Da qualche anno ritengo che i pacchetti siano molto démodé perché hanno una vendibilità nettamente inferiore al depacchettizzato e perché chi riesce a venderli spesso perde il controllo sui costi di gestione.

Riflettiamo su ciò che potrebbe accadere per non farci trovare impreparati….

Ha maturato una lunga e stimolante esperienza nel management alberghiero in varie località della costa Apuo-Versiliese con una gestione moderna e dinamica, cavalcando i cambiamenti del sistema turistico. Appassionato di Revenue Management e Brand Reputation, ha partecipato a progetti europei di Destination Marketing. Autore di vari articoli sulla questione “TripAdvisor” è co-autore del libro “Turismo e Reput’azione”.

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