Il fenomeno Bagno Adua: Competitive Set

La concorrenza del vicino in terra ostile come quella versiliese ha sempre avuto valenze negative.

Dispetti reciproci, gioco coperto di tariffe, ispezione di parcheggi con marketing mirato allo scippo del cliente al collega.

Eppure la convinzione è che la sana concorrenza possa permettere una crescita inconsapevole in team. Il nemico non è più il vicino ma comincia ad allontanarsi chilometricamente fino a tendere potenzialmente a nazioni straniere.

Nella mia intensa infanzia, fino all’intensa adolescenza ho assistito ad un evoluzione sorprendente e divertente.

Il mio stabilimento balneare era il bagno Adua, bagno storico viola, confinate con bagno Daisy e Soleado. I due vicini con risorse economiche discrete hanno cominciato a inserire i gazebi al posto degli ombrelloni. Il povero patron Alvaro di Adua per non perdere fette di mercato ha seguito l’esempio. Poi Daisy ha fatto una piscina e così Soleado. Allora anche Adua l’ha fatta ancora più particolare e con design più brillante. E poi le cabine e poi i ristoranti….

Insomma la continua sfida e rivalità ha fatto si che questi tre stabilimenti balneari siano tra i più esclusivi della costa versiliese.

Ma il bagno Adua sarebbe riuscito ad arrivare dove è arrivato se non avesse avuto 2 concorrenti così agguerriti?

Ha maturato una lunga e stimolante esperienza nel management alberghiero in varie località della costa Apuo-Versiliese con una gestione moderna e dinamica, cavalcando i cambiamenti del sistema turistico. Appassionato di Revenue Management e Brand Reputation, ha partecipato a progetti europei di Destination Marketing. Autore di vari articoli sulla questione “TripAdvisor” è co-autore del libro “Turismo e Reput’azione”.

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