Prezzi in funzione del tempo: Early check in

Da qualche anno, con l’avvento di discipline di Yeld Management e Revenue Management si assiste sempre di più nell’ospitalità ad oscillazioni tariffarie in funzione del tempo.

Il prezzo Hotel varia principalmente in base a due fattori temporali:

Il momento della prenotazione in funzione del periodo di permanenza

Il tempo di occupazione in funzione di check in e check out.

Le offerte Last Minute si diffusero per prime e trovarono applicazione nelle compagnie aeree, nei villagi turistici e infine negli alberghi. Poi sono stati lanciati gli Early Booking che hanno avuto grande successo nei villaggi turistici. C’è una sostanziale differenza, a mio parere, tra le due offerte:

Il Last Minute è meno strategico e più indotto. Sotto data e sotto orario, a fronte di una occupazione non soddisfacente, si calano le tariffe, sperando in una maggiore sensibilizzazione al prezzo. L’ Early Booking ha invece una valenza più strategica. A fronte di una prenotazione anticipata e spesso non rimborsabile, si ottengono diversi vantaggi:

Maggiore consapevolezza su tendenze e flussi di prenotazioni.

Ottimizzazione della strategia tariffaria nei periodi in cui il cliente è meno sensibile al prezzo.

Entrata economica anticipata e sicura.

Ma le dipendenze del prezzo dalla tempistica non si fermano qui. Negli ultimi anni ha avuto un buon successo la politica del late check out. Se ben utilizzata, riesce a creare una minima occupazione in giornate tendenzialmente vuote. L’utilizzo domenicale è sicuramente il più utilizzato, soprattutto nelle località leisure. A seguito di una permanenza superiore all’orario stabilito di check out, il cliente sosterrà una spesa extra. In alcuni ambienti “revenue oriented” il costo del late check out equivale spesso al costo della camera.

Ma veniamo all’ultima trovata: l’Early Check in

Alcune strutture alberghiere impongono nelle proprie regole un check in dalle 16.00. Chi arriva per motivi logistici o per scelta precedentemente a tale orario, gradirebbe entrare nella propria camera. BISOGNA PAGARE! La trovata è ovviamente americana ma ha già un uso diffuso.

Eticamente da bocciare, ma fa riflettere sulle varie sfumature di una tariffa in hotel. Voi cosa ne pensate?

Ha maturato una lunga e stimolante esperienza nel management alberghiero in varie località della costa Apuo-Versiliese con una gestione moderna e dinamica, cavalcando i cambiamenti del sistema turistico. Appassionato di Revenue Management e Brand Reputation, ha partecipato a progetti europei di Destination Marketing. Autore di vari articoli sulla questione “TripAdvisor” è co-autore del libro “Turismo e Reput’azione”.

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