Come non scrivere una recensione falsa per il proprio hotel

Da qualche giorno, in conteporanea ad una crisi palese del turismo italiano è tornato alla ribalta il fenomeno Tripadvisor associato a “recensioni false”. In che percentuale sono presenti le recensioni fraudolente rispetto al totale delle recensioni? Chi è realmente sul banco degli imputati?

Sotto accusa non è Tripadvisor, ma tutto il sistema turistico 2.0. Ci stiamo interrogando se questo sia realmente affidabile e veritiero.

Al di la di tutte quelle recensioni legittime o meno di clienti soggiornanti o non soggiornanti, dobbiamo distinguere principalmente 2 tipi di recensioni false:

  1. Quelle fraudolente negative. Sono principalmente scritte da ex dipendenti licenziati o da albergatori competitor.
  2. Quelle fraudolente positive. Sono generalmente scritte dall’albergatore stesso, dai suoi dipendenti in forza o da parenti e amici devoti all’albergatore e pronti a dedicare tempo ed energie alla causa della frode. Ultimamente sono comparse diverse aziende che propongono svariati pacchetti di recensioni positive in omaggio, aquistando altro genere di prodotti.

Per quanto riguarda la prima specie, solitamente è identificabile dall’albergatore perchè si riferisce a questioni personali di cui il lettore potrebbe non essere a conoscenza.

Appare più interessante capire come un lettore possa identificare una recensione fraudolenta positiva. Generalmente vengono commessi alcuni errori evidenti nella smania di enfatizzare le positività di un hotel andando ben oltre il ruolo di un recensore attento e obiettivo. Ovviamente non ci sono regole adattabili ma solo piccole osservazioni che possono contribuire a rendere la recensione non attendibile e addirittura falsa.

Per scrivere un buona recensione falsa attenetevi a queste semplici regole:

Evitare IP facilmente riportabili all’albergo che rappresentate.

Utilizzare un account con almeno un paio di recensioni all’attivo. Quando la recensione è condita da alti livelli di euforia, il lettore va a verificare il numero di recensioni rilasciate. Maggiore è il numero di recensioni e maggiore è la credibilità.

Evitare una sintassi da depliant pubblicitario con enfasi del tipo “E CHE DIRE …”

Evitare di nominare tutto lo staff per ringraziare. E’ un errore molto comune che desta subito qualche perplessità, considerando che spesso neppure ci si ricorda del nome dell’albergo…

Nell’elenco delle positività dell’hotel inserire almeno una negatività plausibile.

Evitate di conferire premi di classificazione per screditare i competitor: “Il miglior albergo d’Italia….”

Tra esempi di vario genere, mi piace evidenziarne uno a testimonianza che nessun sistema di recensione si può ritenere privo di falsificazioni. In questo caso è divertente interrogarsi sul ruolo dell’artefice della recensione.

Voi chi pensate che sia?

E comunque giusto evidenziare come i lettori abbiano probabilmente ben interpretato la recensione con 3 condivisioni di “inutilità” .

Con un pò di attenzione si sgamano diversi casi simili a questo nella rete.

Dopo aver preso nota di alcune regole fondamentali per scrivere una recensione falsa a favore della propria struttura, vi suggerimamo l’ultima regola:

NON SCRIVETELA.

Inebriare il cliente di false aspettative potrebbe creare un effetto boomerang virale devastante. Quindi, attenzione!

Ovviamente questo post leggero, per quanto contenga piccole verità ha la finalità di sdrammatizzare riguardo a questioni che distolgono l’interesse dai veri problemi del turismo.

Che sia un “falso” problema?

La percentuale di recensioni fraudolente è veramente circoscritta dentro un 10% sul totale delle recensioni?

Questa percentuale è rilevante?

Cerchiamo di capirlo insieme…

Ha maturato una lunga e stimolante esperienza nel management alberghiero in varie località della costa Apuo-Versiliese con una gestione moderna e dinamica, cavalcando i cambiamenti del sistema turistico. Appassionato di Revenue Management e Brand Reputation, ha partecipato a progetti europei di Destination Marketing. Autore di vari articoli sulla questione “TripAdvisor” è co-autore del libro “Turismo e Reput’azione”.

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