Il moralismo di Tripadvisor

Si è scomodata nuovamente Christine Petersen… per un comunicato a reti unificate:

GLI ULTIMI AVVENIMENTI

L’autorità britannica di controllo sulla pubblicità (Advertising Standard Authority) ha censurato ufficialmente TripAdvisor che non può sostenere che le sue recensioni sono oneste, reali e affidabili, dal momento che non è verificata l’autenticità dell’esperienza dello scrivente.
Sono usciti in settimana alcuni dati interessanti: negli ultimi tre mesi del 2011 TripAdvisor ha registrato una forte crescita delle entrate (+30% rispetto allo stesso periodo del 2010). Il fatturato dell’intero anno è pari a $637.1 milioni di dollari, con una crescita annuale di 31 punti percentuali. Le entrate della compagnia provengono principalmente da annunci pubblicitari click-based, tipologia di ricavi cresciuta del 24%, rispetto all’ultimo trimestre del 2010, fruttando alla compagnia un totale di $99.8 milioni. In crescita (+26%) anche i ricavi da display advertising ($22.9 milioni).
LE PRIME CONCLUSIONI

Probabilmente il problema “RICATTO” allora esiste. Qualcuno lo ha negato anche ultimamente.
Inoltre, il paradosso è che la reputazione di Tripadvisor non è stata minimamente scalfita. Anzi, la sensazione è che questo continuo parlarne, nè accresca l’importanza.
Rimane però la volontà sbeffeggiante di tornare sulla recente privazione: la veridicità del sistema.
Ed ecco che c’è un direttore di recensioni e poi c’è una morale. Poi c’è gente che legge, altra che addirittura condivide ed altra ancora che ne fa un post. Forse ci sentiamo burattini….
Forse sono troppo sospettoso MA QUESTO E’ UN BLOG DI OPINIONI E NON DI VERITA’…

Ha maturato una lunga e stimolante esperienza nel management alberghiero in varie località della costa Apuo-Versiliese con una gestione moderna e dinamica, cavalcando i cambiamenti del sistema turistico. Appassionato di Revenue Management e Brand Reputation, ha partecipato a progetti europei di Destination Marketing. Autore di vari articoli sulla questione “TripAdvisor” è co-autore del libro “Turismo e Reput’azione”.

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