Continua la telenovela dei rimborsi, delle nuove cancellation policy e dei voucher. Le OTA stanno continuando a inviare aggiornamenti e gli hotel tentano di controbattere. A questo punto pare uno scontro senza esclusione di colpi, a cui ha voluto partecipare maldestramente anche Striscia la Notizia nella puntata del 13 Aprile.

Il rimborso delle carte virtuali di Booking.com

Nella comunicazione della notte tra il 14 e il 15 Aprile Booking.com ha inviato un’email con riferimento alle prenotazioni ricevute con pagamento tramite virtual card. Se per queste è stato fatto l’addebito da parte dell’hotel e a seguito della cancellazione non c’è mai stato il rimborso al cliente, allora suggerisce una procedura per rimborsi dalla decorrenza del 1 aprile:

Booking.com rimborsa l’ospite e manda richiesta di rimborso con indicazioni all’hotel. Seguiranno notifiche al 3 del mese successivo e al 15 del mese successivo. Infine se al 30 del mese successivo non fosse stata seguita la procedura, ci sarà un “rimborso coatto” tramite la società che ha emesso le carte di credito con costi supplementari a carico dell’hotel.

Dalla causa di forza maggiore alla consapevolezza dell’ospite. ( Expedia )

Nell’email ricevuta dagli hotel tra 14 e il 15 Aprile, Expedia si esprime così:

“Ora che c’è una consapevolezza diffusa sul COVID-19, crediamo che i viaggiatori comprendano il rischio di prenotare viaggi non rimborsabili o parzialmente rimborsabili. Perciò, le prenotazioni effettuate dopo il 20 marzo non saranno soggette alla nostra politica per cause di forza maggiore legate al COVID-19. Rispetteremo le tue politiche in caso di mancata presentazione o cancellazione da parte del viaggiatore.

Quindi se un cliente ha prenotato dopo il 20 di Marzo lo fa a proprio rischio e pericolo e quindi non ha più senso parlare di cause di forza maggiore.

Il programma Voucher per il Covid-19 di  Expedia

Adesso che abbiamo capito che c’è un cliente consapevole, guardiamo gli aggiornamenti sulle cause di forza maggiore per le prenotazioni non rimborsabili avvenute prima del 20 Marzo 2020:

“I viaggiatori che vogliono cancellare prenotazioni con check-in a maggio riceveranno un voucher valido per un anno per riprenotare un soggiorno nella tua struttura tramite i siti di Expedia Group. Se il voucher scade prima che il viaggiatore lo abbia usato, ti pagheremo l’importo che avresti ricevuto per la prenotazione iniziale, a meno che le leggi locali non prevedano la restituzione dell’importo al viaggiatore.”

Ecco con questa comunicazione abbiamo maggiore chiarezza su cosa avverrà in caso di mancato sfruttamento del voucher al termine dei 12 mesi.

Se invece l’hotel scalpita per il rimborso al cliente che ha prenotato una not refundable basta che “annulli l’adesione” prima del 20 di Aprile.

Ci sono poi alcune eccezioni per l’emissione del voucher come per esempio le prenotazioni di Hotel Collect, Hotwire, Egencia e le prenotazioni effettuate attraverso siti di terzi.

Ci sono poi delle situazioni ibride, cioè le semi rimborsabili come il deposito del 50%, oppure la penale non rimborsabile della prima notte, che verranno convertite in rimborsabili e cancellazione gratuita fino a 24 ore prima.

Aggiornamento alla prossima settimana per altre curiose novità…

 

Foto di Christine Roy da Unsplash

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