Durante l’audizione in senato sulle iniziative di sostegno per industria, commercio e turismo, la commissione ha posto alcune domande a Booking.com. Alberto Yates, regional manager di Booking.com ha risposto ai parlamentari.

Alberto Yates presenta l’azienda e fa un cenno alla crisi attuale:

“Booking.com è tra i leader mondiali delle prenotazioni ha come missione di rendere il mondo alla portata di tutti. Nasce in Olanda e ha mantenuto la sua base ad Amsterdam.

Gli analisti hanno previsto una decrescita da un 20% ad un 80%, che sarà dipendente dall’evoluzione della crisi. Il turismo si basa su spese occasionali e quindi nessuno può recuperare il revenue dei mesi passati.

La crisi attuale è fuori dall’ordinario. In passato abbiamo riscontrato due tipi di crisi:

  1. Le crisi sanitarie sono caratterizzate da una forma a V, cioè da una decrescita molto veloce della domanda e delle prenotazioni, ma limitata nel tempo e nelle aree geografiche.
  2. Le crisi economiche sono caratterizzate da una forma a U, cioè una decrescita lenta, soprattutto dovuta alla diminuzione del potere di spesa e quindi anche della tariffa. Per la crisi del 2008 per esempio, ci è voluto almeno 7 anni per tornare ai livelli standard.

Quella attuale è una situazione di crisi ibrida e quindi difficile da valutare.”

Alberto Yates loda poi gli interventi (quasi definitivi) messi in atto dal governo:

  • Credito di imposta
  • Bonus vacanze
  • Esenzione per l’IMU a cui sarebbe utile affiancare l’esenzione per l’IVA
  • Il fondo perduto
  • La deducibilità delle spese di sanificazione.

Si lamenta però, riguardo ai bonus vacanze del fatto che nell’articolo 183/c vengano discriminate le persone che decidono di prenotare e pagare immediatamente sui portali telematici.

La gestione dei voucher.

L’onorevole Massimo Mallegni chiede maggiori spiegazioni sui voucher e sul rimborso dei clienti, dato che Booking.com contesta il diritto di emettere voucher e si intromette tra albergo e ospite.

Alberto Yates afferma che nei giorni di picco, sono state gestite oltre 400 mila richieste di gestione dei rimborsi/voucher dai partner, dai viaggiatori e dalle agenzie di viaggio. Booking.com appoggia comunque il sistema dei voucher addirittura apportando modifiche nel sistema.

Booking.com ha applicato le regole per la causa di forza maggiore. C’è un accordo B2B, cioè un accordo tra il portale e la struttura ricettiva e quindi nel momento in cui il cliente ha chiesto la cancellazione, questa è stata accettata. La difficoltà economica potrebbe sussistere sia per la struttura ricettiva che per il cliente. E’ stata data la possibilità dell’emissione voucher e della modifica prenotazione ma se il cliente vuole cancellare, dobbiamo dargli la possibilità nel momento stesso in cui vengano meno la possibilità di emissione voucher o la possibilità di cambiamento data.

La questione dell’elusione fiscale

L’onorevole Massimo Mallegni chiede spiegazioni sull’impostazione giuridica di Booking.com Italia dato che le fatture sono intestate a Booking.com BV.

Alberto Yates precisa che Booking.com BV, cioè la società con cui le strutture hanno un contratto, ha sede in Olanda. In Italia è presente solo una parte correlata. L’accordo sulla tassazione internazionale prevede che il reddito aziendale venga tassato nel paese in cui viene prodotto il valore, cioè l’Olanda. Booking.com  si è resa promotrice di una tassazione globale  evitando una doppia tassazione.

Analisi di mercato sui flussi di ripartenza

L’onorevole Marco Croatti chiede un’analisi di mercato sui flussi di ripartenza.

Alberto Yates conferma che Booking.com sta monitorando i flussi di domanda. Generalmente quando ci sono nuove informazioni sulle date di fine lockdown ci sono maggiori visite anche se la domanda si incentra nel lungo periodo e quindi di alta stagione.

L’azienda lavora inoltre su un Recovery Toolkit specifico per l’Italia, che stimoli la domanda e possa dare gli strumenti necessari alle strutture ricettive per poter far fronte alle esigenze.

Il codice identificativo regionale

L’onorevole Ripamonti chiede se corrisponde al vero la mancata pubblicazione del codice identificativo regionale e se si può conoscere il motivo.

Alberto Yates sostiene che Booking.com abbia dato sempre la massima disponibilità per l’inserimento del codice identificativo regionale all’interno del portale e addirittura sia in contatto con il ministro Franceschini per creare un codice unico nazionale.

Il peso eccessivo delle commissioni e l’elusione fiscale

Massimo Mallegni sbotta, sostenendo come sia incredibile che le strutture ricettive italiane abbiano a che fare con aziende come Booking.com che hanno sede all’estero e non pagano le tasse. Inoltre le commissioni fino al 25% non sono sostenibili. “Le aziende ricettive sono prese col cappio al collo perchè se c’è un ritardo nel pagamento o se c’è. Se tu non sei su Booking.com oggi non hai visibilità.”

Il senatore richiede inoltre di conoscere quanto viene fatturato in Italia dato che Booking.com genera 15 miliardi di euro di fatturato e ha un margine operativo lordo di 5,8 miliardi, cioè il 35,4% di utile.

Massimo Mallegni è pronto a proporre un disegno di legge che preveda che le OTA che vogliono lavorare con l’Italia e con le strutture ricettive italiane, dovranno rinunciare alla provvigione.

Alberto Yates sostiene decisamente che Booking.com non ha commissioni del 25%, ma una commissione media del 16% e si domanda se Massimo Mallegni abbia una struttura ricettiva. Qui posso rispondere io confermando che l’onorevole gestisce in famiglia un bell’hotel in Versilia.

Secondo Alberto Yates, Booking.com porta un valore aggiunto al prodotto Italia perchè riesce a canalizzare la domanda delle prenotazioni verso le strutture ricettive in Italia. L’azienda conta ben 17 mila dipendenti che lavorano sia da un punto di vista informativo che da un punto di vista strategico, indipendentemente dal fatto che poi la prenotazione arrivi dal portale oppure no.

Inoltre la commissione e i pagamenti non influiscono sul ranking che è dinamico rispetto a quella che è la propensione all’acquisto del cliente.

Non è stato risposto sull’uscita del cliente da Booking.com se questo non paga la fattura.

Il presidente della commissione interviene per dire che questa non è la commissione competente. E’ la commissione industria commercio e turismo e non di problematiche fiscali. Comunque è una problematica europea e mondiale. Una prima web tax è stata applicata da questo governo e cercheranno di proseguire su questa strada.

E’ stata riportata l’audizione in modo oggettivo. A voi i commenti

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